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Confronto tra sorgente FEG e a Tungsteno: quali sono le differenze?


Dopo alcuni anni di esperienza nell’ utilizzo del microscopio elettronico a trasmissione (TEM), nel 2006 ho iniziato la mia carriera nella microscopia elettronica come operatore SEM presso il centro di ricerca medica e biologica di York (Regno Unito). Pur non conoscendo il funzionamento del SEM, passare dal microscopio elettronico a trasmissione (TEM) a un microscopio a scansione compatto è stato relativamente semplice. In questo blog spiegherò perché preferisco utilizzare la sorgente FEG in un SEM, in che modo può migliorare la tua ricerca e quali sono le principali differenze tra le due sorgenti.

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Come individuare l'astigmatismo nelle immagini di un microscopio compatto (SEM)


Potresti aver sentito parlare dell'astigmatismo come disturbo della vista cui sono affetti circa il 40% degli adulti, ma come si può applicare alla microscopia elettronica? Prima di iniziare, chiariamo il significato della parola astigmatismo: composto dal prefisso a (senza) + stigmat (segno o punto in greco antico) + ism (condizione). In un sistema ottico perfetto, una lente possiede un solo punto focale ed è stigmatico. Quando la stessa lente ha più di un punto focale, invece, viene detta astigmatica. Questo accade quando la lente è allungata sul piano longitudinale (asse y) o trasversale (asse x), il che si traduce nella presenza di due punti focali (= foci).

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Cos’è la profondita di campo e come si può ottimizzare in un SEM?


Fare imaging con un SEM significa acquisire immagini di piccoli dettagli, ed è per certi versi paragonabile alla fotografia. In questo blog analizziamo cosa hanno un comune un microscopio elettronico a scansione ed una macchina fotografica, in particolare per quanto riguarda la messa a fuoco del soggetto, oltre a definire in concetto di profondità di campo.

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La preparazione del campione: come disperdere la polvere per ottenere immagini SEM ad alta risoluzione


A mano a mano che la tecnologia della produzione additiva prende sempre più piede, la capacità di analizzare particelle diventa sempre più importante. Oltre alla massimizzazione dei rendimenti, i produttori devono infatti garantire che i loro processi forniscano costantemente particelle di dimensioni e morfologia appropriate.

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L’analisi SEM di nanofibre PVDF-HFP per la fabbricazione di sistemi per la raccolta di energia


La comunità scientifica è sempre più interessata ai sistemi per la raccolta di energia, come dimostrato dal crescente numero di pubblicazioni. Esistono infatti una vasta gamma di applicazioni, dall'elettronica indossabile, come i fitness band, ai dispositivi medici impiantati come i pacemaker. In questo campo, i ricercatori concentrano la loro attenzione sullo sviluppo di nuovi raccoglitori di energia che soddisfino requisiti rigorosi: devono essere piccoli e leggeri, altamente portatili ma anche economici. In questo articolo discuteremo della produzione dei raccoglitori realizzati con nanofibre PVDF-HFP su substrati PDMS e SF, ed indagheremo come questi dispositivi possono essere caratterizzati e quale ruolo può ricoprire in tal senso un SEM compatto.

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